Il semaforo dei nutrienti e le percentuali AR
Cosa significano basso, medio e alto, e perché "%AR" non è la percentuale del tuo fabbisogno.
Sulle schede degli alimenti e dei prodotti ci sono due indicatori che vale la pena saper leggere.
Il semaforo
Quattro voci — grassi, grassi saturi, zuccheri e sale — con un'etichetta basso, medio o alto.
Le soglie sono quelle della Food Standards Agency britannica, le più usate e documentate, e si riferiscono sempre a 100 grammi (o 100 millilitri) di prodotto, non alla porzione. Per le bevande le soglie sono più basse, perché se ne consuma di più.
Un "alto" non vuol dire che quell'alimento è da evitare: vuol dire che ne basta poco per arrivare lontano. L'olio d'oliva è alto in grassi ed è un ottimo alimento; una bibita è alta in zuccheri e non ha molto altro da offrire. Il semaforo dice la composizione, non il giudizio.
Le percentuali AR
AR sta per assunzioni di riferimento: le quantità indicative giornaliere di un adulto medio da 2000 kcal, fissate dal regolamento europeo sulle etichette alimentari. Sono le stesse che trovi sulle confezioni.
È importante capire cosa non sono: non sono il tuo fabbisogno. Se il tuo fabbisogno è di 2600 kcal, un "25% AR" per te è meno del 20%; se è di 1600, è di più. Sono un metro comune per confrontare due prodotti, non una misura personale.
Se vuoi il numero vero, quello calcolato su di te, è il fabbisogno calorico — o, ancora meglio, quello che Porzioni calcola per ogni persona della tua famiglia.
Le vitamine e i minerali
Sugli alimenti generici trovi anche vitamine e minerali, con accanto la percentuale rispetto ai LARN, i livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana.
Dove i riferimenti sono diversi per uomini e donne — il ferro, per esempio: 10 mg contro 18 — trovi due percentuali, una per sesso. Mostrarne una sola, o la media, sarebbe una mezza verità proprio sul nutriente dove la differenza conta di più.
Aggiornato il 2026-09-20